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"Sono stanco di sentire che la dignità della vita dipende dal giudizio di qualcuno: io voglio capire cos'è la dignità della vita sulla base di elaborazioni diverse, non solo sull'elaborazione fatta da una persona sana..."                
(A. Bergonzoni)

sabato 19 maggio 2012

Giro bici 19/5/12


Visualizza 19/05/2012 08:42 in una mappa di dimensioni maggiori


Casa - Quinzano - Loiano - Casa
Creato da My Tracks su Android.
Distanza totale: 55,04 km (34,2 mi)
Tempo totale: 3:00:22
Tempo di spostamento: 2:26:13
Velocità media: 18,31 km/h (11,4 mi/h)
Velocità di spostamento media: 22,58 km/h (14,0 mi/h)
Velocità massima: 59,30 km/h (36,8 mi/h)
Ritmo medio: 3,28 min/km (5,3 min/mi)
Ritmo di spostamento medio: 2,66 min/km (4,3 min/mi)
Ritmo minimo: 1,01 min/km (1,6 min/mi)
Dislivello massimo: 792 m (2597 ft)
Dislivello minimo: 160 m (524 ft)
Dislivello: 1401 m (4597 ft)
Pendenza massima: 15 %
Pendenza minima: -11 %
Registrato: 19/05/2012 08:42
Tipo di attività: bicicletta

FCMax 164, FCMed 126, Kcal 1484

Il nuovo centro tecnico del BFC

giovedì 10 maggio 2012

Giro del 9/5/12

Giro Zena con salita cantiere Tav:

59' FCMax 168 FCMedia 133 kcal 671

Giro bici del 7/5/12

Casa - Farneto - Rotonda Gese - Salita botteghino - Pianoro - Nazionale - Campostrino - Casa

25km 1h18min FCMax 165 FCMedia 128 kcal 841

Giro bici del 5/5/12

Giro Zena:

1h11min FCMax 163 FCMedia 121 kcal 677

Giro bici del 2/5/12

Giro Riosto con variante cantiere:

42min FCMax 160 FCMedia 129 kcal 451

Giro bici del 30/4/12

Giro Zena:

1h0' FCMax 164 FCMedia 135 kcal 706

giri bici dal 25 al 28/4/12

25/4: giro zen a

28/4: giro barbarolo

Giro bici del 21/4/12


Visualizza 21/04/2012 08:48 in una mappa di dimensioni maggiori


Casa - Fradusto - Monghidoro - Loiano - fondosavena - Casa
Creato da My Tracks su Android.
Distanza totale: 58,55 km (36,4 mi)
Tempo totale: 3:02:46
Tempo di spostamento: 2:46:11
Velocità media: 19,22 km/h (11,9 mi/h)
Velocità di spostamento media: 21,14 km/h (13,1 mi/h)
Velocità massima: 56,76 km/h (35,3 mi/h)
Ritmo medio: 3,12 min/km (5,0 min/mi)
Ritmo di spostamento medio: 2,84 min/km (4,6 min/mi)
Ritmo minimo: 1,06 min/km (1,7 min/mi)
Dislivello massimo: 914 m (2997 ft)
Dislivello minimo: 207 m (678 ft)
Dislivello: 1360 m (4463 ft)
Pendenza massima: 25 %
Pendenza minima: -26 %
Registrato: 21/04/2012 08:48
Tipo di attività: bicicletta

domenica 15 aprile 2012

Prefazione del libro "L'economia giusta"

Romano Prodi ha scritto la prefazione alla riedizione del libro “L’economia giusta” di Edmondo Berselli.

Fonte: Gazzetta di Modena

"Quando questo bel saggio di Edmondo Berselli è stato pubblicato, siamo stati colti da grande sorpresa e anche da una strana speranza. La sorpresa era proprio nel suo contenuto, così diverso da tutti i suoi scritti precedenti. Nessun fuoco d'artificio, nessun paradosso, nessuna metafora che ci potesse alleggerire la serietà dell'analisi. Solo una riflessione profonda, senza diversioni e senza illusioni sulle cause e sugli esiti della crisi in cui siamo caduti.
Nello stesso tempo la speranza si fondava sulla possibilità che il pensiero di Berselli fosse stato forzato da una sopravvalutazione della gravità e della lunghezza della crisi e che si potessero quindi costruire efficaci correttivi per ricominciare in qualche modo la normalità precedente.
Sono passati due anni dalla morte di Edmondo e le sue amare riflessioni sono invece confermate da quanto ogni giorno accade intorno a noi. Lo sforzo di rimettere assieme i cocci del pianeta si dimostra sempre più difficile, mentre non si presenta all'orizzonte nessun intellettuale capace di costruire un nuovo pensiero e nessun leader politico è in grado di proporre un nuovo e credibile progetto di società.
Sembra proprio che la crisi si sia mangiata il futuro.
Il senso di questo libro è molto semplice: non è possibile costruire il futuro se si continuano a compiere gli errori del passato che ci hanno portato alla crisi. Di questi errori il più grave è la crescente iniquità nella distribuzione dei redditi. Essa ha agito contro le fondamenta stesse della nostra società distruggendo, "con violenza inusitata", tutti i precedenti modelli di vita. La quota di reddito del lavoro dipendente è andata, durante gli ultimi trent'anni, continuamente calando in tutto il mondo.
La differenza nella remunerazione fra manager e dipendenti si è moltiplicata e la ricchezza si è accumulata attorno a gruppi sempre più ristretti, fino a donarci l'immagine di un mondo industrializzat non più diviso per classi contigue ma con una rottura crescente fra l'uno per cento degli onnipotenti e il novantanove per cento di spettatori progressivamente emarginati. Non solo si è rotto l'ascensore sociale che era stato il punto di riferimento della precedente fase di sviluppo del mondo occidentale ma l'edificio del capitalismo sembra essere rimasto addirittura senza scale.
La spiegazione di questa involuzione è tutta nella politica, anzi nella sottomissione della politica al mercato e alla finanza, in una continuità che si è prolungata ininterrottamente per quasi un trentennio.
Di essa non sono responsabili solo le dottrine e le decisioni di Reagan e della Tatcher ma, come afferma con enfasi Berselli, anche la debolezza della socialdemocrazia, vittima del nuovo laburismo blairista "compromesso dalle menzogne geopolitiche e dalla guerra".
È quasi una visione anticipata della protesta degli indignados e dei dimostranti contro Wall Street.
Anch'essi sono alla ricerca di punti di riferimento per vedere "se si può accendere qualche torcia nel buio prolungato del tunnel".
Proprio le difficoltà che questi movimenti incontrano nel cercare nuovi maestri o nel costruire nuovi progetti ci dimostrano quanto difficile e affascinante sia stato il compito di revisione che Berselli si è proposto negli ultimi mesi della sua vita.
Con grande onestà intellettuale e con un profondo realismo egli ci spiega infatti che non si vedono all'orizzonte nuovi pensatori e che nessun leader politico sembra avere la forza di invertire questo inesorabile declino.
Anche la grande speranza che aveva accompagnato l'elezione del presidente Obama si andava progressivamente consumando di fronte alla forza inarrestabile della finanza e alla ferma convinzione dell'elettorato che la diminuzione del peso fiscale è un'esigenza assoluta e prioritaria, anche se essa diventa un riconosciuto strumento per aumentare l'ingiustizia sociale.
Di fronte alla mancanza di profeti e di condottieri capaci di cambiare il mondo Berselli compie un'operazione intellettuale di estremo interesse e cerca nel passato gli stimoli e gli insegnamenti per costruire un futuro più umano. Non si rifugia nell'utopia ma rilegge i principi etici e operativi che erano stati alla base della ricostruzione e dello sviluppo nell'ultimo dopoguerra. Principi che, pur non essendo certamente perfetti, avevano contribuito a garantire lo sviluppo e a elevare progressivamente il tenore di vita delle classi più modeste.
Berselli si riappropria di una base di speranza rileggendo quelle pagine di Hirschman nelle quali è scritto che "in ogni condizione c'è una riforma possibile". Una frase semplice, che può anche sembrare banale ma che indica una scelta precisa sia contro la retorica reazionaria "che nega la ragionevolezza di ogni vocazione riformatrice, sia contro le ambizioni e le illusioni pianificatorie, generatrici di catene di effetti perversi".
Berselli si pone quindi alla ricerca dei principi etici e delle esperienze politiche del passato capaci di suggerire un "praticabile sentiero d'azione" per il futuro e non sogni e promesse impossibili da realizzare.
Il futuro praticabile non viene trovato nei testi degli economisti e dei sociologi anglosassoni che, tra Harvard e Chicago, hanno alimentato il dibattito politico dell'ultimo secolo, ma nei passaggi delle Encicliche "sociali", dalla Rerum Novarum in poi, e nella "dottrina sociale di mercato" che aveva guidato la ricostruzione del mondo germanico ma che, negli ultimi anni, era stata messa in un angolo dagli stessi tedeschi.
Una dottrina che ritiene prioritario l'obiettivo di difendere coloro che sono rimasti soli e indifesi "in balìa della cupidigia dei padroni e di una sfrenata concorrenza" e che pone in evidenza "l'importanza della giustizia distributiva e della giustizia sociale per la stessa economia di mercato", partendo dal fatto che il mercato, "senza forme interne di solidarietà e di fiducia reciproca", "non può pienamente espletare la propria funzione economica".
L'applicazione più prossima di questi principi e proprio nel modello "renano", che vede l'affermazione di un "capitalismo ben temperato" nel quale il potere degli azionisti è bilanciato, all'interno dell'azienda, dal ruolo dei dirigenti e dei sindacati e, all'esterno di essa, dal governo, dai poteri locali e dalle altre espressioni della società civile. Un capitalismo nel quale l'impresa è una realtà posseduta dai suoi proprietari ma che risponde all'intera comunità.
Berselli non è un utopista ma un solido padano e si rende perfettamente conto della difficoltà di questo obiettivo, tanto è vero che non manca di sottolineare che perfino i più noti intellettuali cattolici americani si sono esplicitamente schierati contro le parole di Benedetto XVI che ribadivano questi principi.
Nonostante queste difficoltà egli non rinuncia tuttavia a sperare che l'avanzare della crisi ponga almeno fine all'impossibile obiettivo di una crescita senza limiti che ci condurrebbe di nuovo alla rovina.
La messa in atto di questa speranza comporta necessariamente una revisione radicale delle nostre aspettative.
Si tratta perciò di un processo lungo e difficile, che tuttavia può essere portato avanti con successo, come si legge nelle ultime parole del libro, "con un po' di storia alle spalle e con un po' di intelligenza e d'umanità davanti".

Romano Prodi

venerdì 13 aprile 2012

sabato 7 aprile 2012

Giro bici 07/04/12


Visualizza 07/04/2012 07:20 in una mappa di dimensioni maggiori


Casa - Zena - Barbarolo - Casa (via Futa)
Creato da My Tracks su Android.
Distanza totale: 38,13 km (23,7 mi)
Tempo totale: 1:57:45
Tempo di spostamento: 1:51:15
Velocità media: 19,43 km/h (12,1 mi/h)
Velocità di spostamento media: 20,56 km/h (12,8 mi/h)
Velocità massima: 55,32 km/h (34,4 mi/h)
Ritmo medio: 3,09 min/km (5,0 min/mi)
Ritmo di spostamento medio: 2,92 min/km (4,7 min/mi)
Ritmo minimo: 1,08 min/km (1,7 min/mi)
Dislivello massimo: 626 m (2053 ft)
Dislivello minimo: 161 m (528 ft)
Dislivello: 923 m (3029 ft)
Pendenza massima: 19 %
Pendenza minima: -13 %
Registrato: 07/04/2012 07:20
Tipo di attività: bicicletta

FCMax 159bpm. FCMedia 126bpm. 915kcal

Giro bici 06/03/12

Giro Zena classico:
59min 50sec!!! FCMax 167 bpm. FCMedia 135 bpm. 706 kcal.

Giro bici 03/04/12

Giro Riosto con variante cantiere Tav:
45min. FCMax 162 bpm. FCMedia 133bpm. 517 kcal.

Giro bici 31/03/12

Giro Zena classico:
1h09min. FCMax 168bpm. FCMedia 125bpm. 709 kcal.

Giro bici 28/03/12

Giro Zena classico:
1h06min. FCMax 162. FCMedia 131. 745 kcal

domenica 25 marzo 2012

Giro bici 25/03/12


Visualizza 25/03/2012 08:00 in una mappa di dimensioni maggiori

Casa - zena - zula - casa
Creato da My Tracks su Android.
Distanza totale: 23,48 km (14,6 mi)
Tempo totale: 1:10:36
Tempo di spostamento: 1:08:23
Velocità media: 19,95 km/h (12,4 mi/h)
Velocità di spostamento media: 20,60 km/h (12,8 mi/h)
Velocità massima: 57,94 km/h (36,0 mi/h)
Ritmo medio: 3,01 min/km (4,8 min/mi)
Ritmo di spostamento medio: 2,91 min/km (4,7 min/mi)
Ritmo minimo: 1,04 min/km (1,7 min/mi)
Dislivello massimo: 359 m (1177 ft)
Dislivello minimo: 162 m (530 ft)
Dislivello: 536 m (1758 ft)
Pendenza massima: 11 %
Pendenza minima: -10 %
Registrato: 25/03/2012 08:00
Tipo di attività: bicicletta

FCMax 166 bpm. FCMedia 129 bpm. 719 kcal.

sabato 24 marzo 2012

Emmaus - Baricco

L'ho appena finito! Davvero bello..e soprattutto profondo. Mi è piaciuto perché in tanti punti sembrava parlasse di me.

http://it.wikipedia.org/wiki/Emmaus_(Baricco)

Giro bici 24/03/12

Giro Riosto con variante cantiere TAV:
44.15 min. FCMax 164. FCMedia 137. 530 kcal.